Un antico borgo dell’anno Mille, trasformato molte volte nel corso di una lunghissima storia prima di arrivare ai nostri giorni, diventando una comunità residenziale che ospita 90 famiglie, circa 120 bambini e moltissimi servizi. Borgo di Vione è stato protagonista di Mattino Lombardia, trasmissione di punta nella programmazione di Radio Lombardia condotta da Monica Stefinlongo.

La sua affascinante storia è stata raccontata da Nicola Vedani, rappresentante del Borgo.

Gli ascoltatori hanno così potuto scoprire le origini del Borgo nel Comune di Basiglio, a soli sei chilometri a Sud di Milano.

 

Un’antica grangia cistercense a Sud di Milano

 

borgo di vione a radiolombardia

Vedani ha raccontato che il Borgo di Vione è nato nell’anno Mille, come grangia cistercense, ovvero uno dei tanti piccoli centri autonomi, posseduti dal clero, che popolavano la zona a Sud di Milano, ancora paludosa e in gran parte disabitata. Centri come questo erano considerati molto importanti perché al loro interno veniva praticata la marcite, una tecnica di coltura tipica di questa zona della Pianura Padana che permetteva di far crescere l’erba con un mese di anticipo rispetto ad altre regioni.

 

“L’erba, durante l’Alto Medioevo, era fondamentale come lo è il petrolio in epoca moderna – ha spiegato Vedani -. Questo perché in quel momento storico veniva utilizzata come biada per i cavalli. Averla a disposizione prima degli altri significava nutrire gli animali in anticipo e quindi rimettere in movimento gli eserciti, fermi durante l’inverno, un mese prima rispetto agli altri”.

 

Da azienda agricola a luogo a rischio abbandono

 

Nel corso della sua lunga storia il Borgo di Vione si è trasformato più di una volta. Vedani ha raccontato che nel corso del Settecento è diventato una comunità agricola autonoma, raggiungendo il primato di area più abitata a Sud di Milano. Nel 1900 si è evoluto in un’azienda agricola molto florida, votata alla produzione di riso. “All’entrata del Borgo ci sono ancora le foto dell’epoca, scattate dal papà di Oliviero Toscani – ha detto Vedani -. Le immagini ritraggono le mondine al lavoro”.

 

Fino al 1985 il Borgo di Vione ha mantenuto la sua vocazione agricola, poi progressivamente le cose sono cambiate. “Con la grande nevicata a Milano e poi con la nascita della Comunità europea tanti equilibri sono stati modificati – ha confermato Vedani -. Così il Borgo di Vione è stato abbandonato e ha rischiato di andare perduto”. A salvarlo è stato il grande progetto di recupero che ha donato a questi luoghi una nuova vita.

 

Le tracce di un passato che vive ancora oggi

 

La lunghissima storia del Borgo è stata quindi salvata e conservata, anche grazie ai suoi attuali abitanti. “Abbiamo la responsabilità del nostro passato – ha detto Vedani – perché è dal passato che dipende il futuro”. Chi vive o visita il Borgo ai nostri giorni può vedere chiaramente le tracce della sua storia. C’è, per esempio, un campanile con una sola lancetta. “Questo perché nel Medioevo contavano solo le ore e non i minuti”, ha evidenziato Vedani. E poi ci sono la piccola chiesa adesso ristrutturata, le mangiatoie, il vecchio mulino e l’antica biblioteca.

 

“Da questi elementi abbiamo preso ispirazione per creare un luogo nel quale i minuti contano un po’ meno – ha evidenziato Vedani -. Nella realtà caotica e frenetica che ci circonda, riuscire a dare valore al tempo e alle stagioni, permette di aumentare la qualità della propria vita. Proprio questo è stato il filo rosso che ha ispirato la ristrutturazione del Borgo”.

 

Dal progetto di recupero al primo abitante del Borgo di Vione

 

Nel 2008 è, dunque, partito il grande progetto di ristrutturazione del Borgo. Vedani ha raccontato che il primo abitante è arrivato nel 2011. “I lavori proseguono ancora oggi – ha detto -. Stiamo recuperando i vecchi edifici, il cui valore storico è vincolato. La Sovrintendenza segue ogni passaggio e ci aiuta a realizzare le opere nel migliore modo possibile”.

 

Oggi il Borgo di Vione è una “gated community”, una comunità circondata da mura. “All’interno non circolano auto – ha detto Vedani -. Ci sono circa 90 famiglie residenti, il 70 per cento non è di origine italiana. Ci sono anche tanti bambini, circa 120, che giocano liberi in un contesto tranquillo e circondato dalla natura”. A scegliere Borgo di Vione sono nella maggior parte dei casi manager stranieri o italiani tornati dall’estero, attratti dalle opportunità di Milano ma desiderosi di vivere nel verde, lontano dalla frenesia della grande città.

 

Tanti servizi a disposizione della comunità

 

Borgo di Vione è, dunque, diventato una comunità coesa, che dà valore alle relazioni e alla possibilità di conoscere culture diverse. Una comunità che condivide anche tanti servizi. Il Borgo offre, infatti, tanti spazi versi ma anche piscina, palestra, sala massaggi, area giochi per bambini, luoghi per coworking e un ottimo ristorante. “Noi rappresentiamo il lusso fuori Milano – ha detto Vedani a Radio Lombardia – ma per noi lusso è soprattutto vivere bene”.

 

Grazie alla testimonianza di Nicola Vedani a Radio Lombardia, tanti ascoltatori hanno avuto la possibilità di visitare idealmente Borgo di Vione e di scoprine la storia antichissima che vive ancora oggi grazie a un progetto di ristrutturazione che ha salvato e valorizzato un passato mai dimenticato.