Nello sviluppo urbanistico recente della città di Milano spiccano due iniziative, che si sono distinte per alcuni aspetti particolarmente interessanti: il Bosco verticale di Stefano Boeri, che ha modificato la skyline del quartiere Isola, e il Bosco orizzontale, un marchio che Residenze Borgo di Vione ha registrato un anno e mezzo fa. Si tratta di due iniziative eccezionali, con caratteristiche differenti, determinate dalla natura dei luoghi in cui nascono, ma che si rivolgono entrambe a persone che cercano un nuovo modo di vivere in città. Ciò che sembra straordinario, a volte è solo il risultato di condizioni ambientali che hanno reso possibile la nascita di nuove costruzioni e nuovi progetti.

 

Effettivamente il “Bosco Verticale” di Stefano Boeri ha modificato la skyline del quartiere Isola ed è un simbolo riconosciuto di Milano, perché monumento iconico di un’avanguardia, di un progresso cercato, di ricchezza e di fatto “esibito”.

 

Milano sta diventando la metropoli italiana per eccellenza, la locomotiva di un futuro in cui il modello Italia basato su tanti centri urbani rischia di diventare simile a quello delle altri grandi capitali europee, quali Parigi e Londra. Le proiezioni future parlano di una Milano metropolitana che si allarga per far fronte alla richiesta di nuove costruzioni, spazi, con flussi di gente da ogni parte di Italia, e anche da fuori Italia, perché Milano è il futuro. E anche in questo futuro vi è però non solo la ricerca di verticalità, ma anche di spazio, di verde, di comunità.

 

Simbolo di questa tendenza è il “Bosco Orizzontale di Milano”, marchio del famoso e millenario Borgo di Vione, grangia cistercense nata poco dopo l’anno mille e diventata oggi una comunità che riunisce imprenditori e famiglie provenienti da ogni parte del mondo. Il Borgo di Vione è rinato grazie a un recupero architettonico tutelato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti.

 

Il tema di fondo è la differenza tra sviluppo verticale e orizzontale. Mentre l’Italia è un Paese cresciuto storicamente in orizzontale, composto da tanti villaggi, borghi e comunità, in cui il tempo viene scandito dai rintocchi dell’orologio e dalle campane della chiesa, le città metropoli tendono oggi a uno sviluppo in verticale.

 

Per crescere in orizzontale è infatti necessario un consumo di territorio non compatibile con il contesto urbano: nelle città che si sviluppano verso l’alto si è peraltro originato un diverso concetto di comunità, in cui chi vive “sopra” sta meglio di chi abita al piano inferiore, lo guarda dall’alto e il vicino viene spesso visto come un nemico. Non per niente oggi nel Bosco Verticale vivono influencer famosi, persone “assetate” di immagine e notorietà.

 

Borgo di Vione ha invece scelto di replicare il sistema di sviluppo orizzontale, in cui ci si incontra con i vicini e ci si saluta, come nei borghi storici: una tradizione italiana ripresa in un posto abitato al 70% da stranieri. Nel Borgo si parlano tante lingue diverse, ma tutti comprendono la lingua della comunità e della solidarietà.

 

Nei centri urbani i nuovi edifici nascono all’insegna dell’ecosostenibilità: costruzionieleganti che si sviluppano verso l’alto, piene di piante bellissime che però si trovano fuori dal loro habitat naturale. Il Borgo di Vione è invece immerso tra i boschi e campi del Parco Agricolo Sud e  il marchio Bosco Orizzontale non indica una contrapposizione, ma un diverso concetto dell’abitare. Un vivere di alto livello sicuramente, ma senza superiorità, solo comunità.

Borgo di Vione è una realtà variegata, dove vivono tantissime etnie che hanno il tempo di parlarsi. Oggi, infatti, il vero lusso non è più un idromassaggio o una spa (che comunque sono presenti a Vione), ma il tempo: non avere i secondi contati, non essere sottoposti allo stress della tecnologia, ma potersi rilassare e ritagliarsi dei momenti per sé. E a questo si ispira il modello di sviluppo orizzontale, in cui non si punta ad andare in alto, ma a conoscere altro. Riprendendo lo stile di vita tipico delle comunità.

 

La corsa verso l’alto non è destinata a concludersi: le grandi torri e i grattacieli stanno sorgendo ormai da anni anche a Milano, sulla falsariga di città come New York o Dubai. E le città diventano sempre più poli aggregativi. Ma per chi desidera o necessita della metropoli esistono ancora soluzioni orizzontali, in cui si può respirare l’aria della natura vera e vedere il sole sorgere all’orizzonte la mattina e tramontare la sera.  Un’opzione che nelle grandi città non viene quasi mai concessa dai piani urbanistici: è possibile realizzarla solo a partire da un insediamento esistente. Come Borgo di Vione, che ha più di mille anni di storia.

 

  L’esclusività e il valore del Borgo derivano quindi dall’unicità storica e tipologica dello stesso, concetto che gli stranieri che vi abitano hanno colto per primi.

 

Non ci sono insediamenti simili in provincia di Milano, né potranno essercene in futuro. E in quest’ottica prettamente immobiliare anche l’investimento nel “Bosco Orizzontale” diventa simile a quello del “Bosco Verticale”. Nella diversità, sono entrambi luoghi unici, limitati e irripetibili, di cui si parlerà ancora nei prossimi cento anni.

 

Il Bosco Verticale rappresenta un’idea innovativa dell’abitare, certamente.  E’ un luogo che va capito, spiegato, interpretato. Un borgo millenario non ha invece bisogno di presentazioni: a Vione “parlano” i muri, la storia. Il Bosco Verticale è sorto da dieci anni, mentre a Vione le antiche travi e la chiesa insieme raccontano una storia secolare, la storia delle ruote del mulino che giravano e dell’orologio che scandiva i ritmi di vita delle comunità italiane, nello specifico lombarde e milanesi. In un mondo in cui è possibile, con un semplice clic su Internet, ricevere fragole e ciliegie anche a Natale, a Borgo di Vione ci sono oltre cento alberi da frutto, da cui tutti gli abitanti possono fornirsi liberamente, riscoprendo i tempi delle stagioni e della natura. Vivere secondo il ritmo del tempo, non del piacere immediato: il piacere è una sensazione momentanea, il desiderio nasce dal tempo.

 

Cogliere una prugna, una mela o un altro frutto da un albero dopo aver seguito il tempo della maturazione ha un sapore diverso, profondo e lontano.