Un piccolo angolo di mondo immerso nel verde e nella quiete a pochi chilometri dal centro città: nel corso degli anni Borgo di Vione è diventato il punto di riferimento esclusivo per top manager internazionali e per le loro famiglie, arrivate a Milano per motivi professionali dai 5 continenti.
Così la residenza è diventata un crocevia di lingue, accenti e culture differenti, un compound esclusivo e dedicato in cui convivono oltre a diverse famiglie italiane persone con abitudini, tradizioni e background diversi, ma tutte accomunate dal desiderio di trascorrere le proprie giornate vicine alla città, ma lontane dal suo caos e a contatto con la natura.
Famiglie che hanno deciso di trasferire la sede dei propri affari in Italia e che hanno scelto Milano come baricentro della propria vita personale e professionale, o manager di importanti multinazionali con importanti interessi lavorativi in Italia e in Lombardia. E d’altra parte Milano, nel suo processo di costante riqualifica, sta diventando sempre di più la città europea più attrattiva e , come nella altre grandi metropoli cosmopolite, è in atto una vera e propria scelta di posti esclusivi nelle immediate vicinanze della città, sull’esempio dei famosi quartieri Richmond e Hampstead fuori dal centro Londra, nei quali il valore delle case è oramai superiore rispetto alla City.
BANDIERE DA TUTTO IL MONDO

Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca; e ancora Belgio , Olanda, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Polonia, Ungheria, Spagna, Portogallo, Grecia, Lussemburgo, San Marino: dal nord al sud dell’Europa tutte queste nazionalità sono transitate dal Borgo di Vione.
Non sono mancati gli abitanti provenienti dai Paesi dell’Est, come Bulgaria, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Lituania, Russia e Ucraina; e dal mondo arabo e mediorientale, con persone provenienti da Turchia, Libano, Qatar, Kuwait, Iran, Israele, Emirati Arabi Uniti e Kazakistan.
Il continente americano è rappresentato a Vione da Usa, Canada, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Perù, Costarica. Ma il borgo è stato scelto anche da persone provenienti dal continente asiatico, con abitanti di Cina, India, Malesia, Giappone, Sud Corea, Indonesia, Taiwan e Hong Kong, oltre che da sudafricani, australiani e neozelandesi.
Famiglie che hanno deciso di trasferire la sede dei propri affari in Italia, che hanno scelto Milano come baricentro della propria vita personale e professionale. Dirigenti, amministratori e manager che hanno importanti interessi lavorativi in Italia e in Lombardia.
UNO SPAZIO TUTELATO PER I BAMBINI
Molti di loro hanno mostrato di apprezzare le caratteristiche peculiari del Borgo, in cui si conduce una vita molto lontana dalla frenesia delle grandi città. È il caso di Steve Hill e la moglie Erin, che dopo aver abitato a Milano hanno scelto di trasferirsi soprattutto per “costruire un senso di comunità” intorno ai tre figli. Per i bimbi, infatti, il borgo rappresenta uno spazio tutelato, in cui poter giocare in sicurezza senza le limitazioni della vita in città.
UN’INFANZIA LIBERA
“Abitare a Borgo di Vione mi ha permesso di dare ai miei bambini e alla mia famiglia la possibilità di vivere un’infanzia simile a quella che avevo vissuto io”, osserva Bianca Vasilescu. “Un’infanzia libera, che significa poter uscire dalla porta di casa senza la necessità di essere supervisionati dai genitori o da altri parenti e girare tutto il giorno in bici o correre intorno, senza che noi dobbiamo preoccuparci che un’auto possa investirli, o che qualcuno possa rapirli. Questo posto mi ha aiutato a dare ai miei bambini un’infanzia che somiglia tanto alla mia”.
MOMENTI DI CONDIVISIONE IN TANTE LINGUE
Anche per gli adulti la possibilità di organizzare feste, serate e incontri all’aperto offre uno spazio di socialità alternativo ai riti cittadini, che favorisce anche la condivisione e il dialogo tra le culture. Come sintetizza Aurora Collado “c’è sempre un motivo per organizzare una festa o altro: serate cinema, o pigiama party. Non c’è bisogno di prendere l’auto o di spostarsi: le persone semplicemente bussano alla porta o passano da una casa all’altra”. Per Chandra Alley “nel borgo c’è un senso di comunità davvero forte. È un bel modo di trascorrere il tempo in amicizia, si incontra qualcuno e si sente subito risuonare in varie lingue: Buongiorno, ciao, Hi, How are you? Ci si ferma, si inizia a chiacchierare e tutto questo crea una sensazione di comfort, di vicinanza, di casa”.
MASSIMA SICUREZZA, MA NON SOLO
Senza dimenticare la sicurezza, un aspetto importantissimo per la svizzera Erica Rore. “Nessun posto si può definire completamente sicuro, ma nessun altro luogo presenta caratteristiche di sicurezza paragonabili a quelle del Borgo”, spiega. “C’è poi la ciliegina sulla torta: la piscina e il ristorante!”





