Abbiamo intervistato gli abitanti del Borgo di Vione, per capire cosa vuol dire vivere e far parte del Borgo. Questo è il video con le nostre interviste

Cosa significa vivere al Borgo di Vione? Nessuno può raccontare meglio questa esperienza di chi ha scelto di trasferirsi qui con la famiglia. Come Steve Hill e la moglie Erin. “All’inizio abitavamo a Milano, ma abbiamo tre figli e per noi costruire intorno a loro un senso di comunità era davvero importante”, racconta Erin. “Quando siamo venuti per la prima volta in visita a Borgo di Vione abbiamo percepito davvero un senso di calore. E poi i ragazzi non ci hanno praticamente lasciato scelta: sono arrivati qui, hanno subito fatto nuove amicizie e alla fine della nostra visita sapevamo che saremmo dovuti rimanere”.

Per i bimbi il borgo è uno spazio sicuro in cui poter giocare senza le limitazioni della vita in città. “Adoro la piscina, credo sia fantastico averla”, spiega il piccolo Alex. “Mi ci diverto tantissimo e tutte le esperienze che ho fatto in piscina sono state straordinarie”.“Abitare a Borgo di Vione mi ha permesso di dare ai miei bambini e alla mia famiglia la possibilità di vivere un’infanzia simile a quella che avevo vissuto io”, osserva Bianca Vasilescu. “Un’infanzia libera, che significa poter uscire dalla porta di casa senza la necessità di essere supervisionati dai genitori o da altri parenti e girare tutto il giorno in bici o correre intorno, senza che noi dobbiamo preoccuparci che un’auto possa investirli, o che qualcuno possa rapirli. Questo posto mi ha aiutato a dare ai miei bambini un’infanzia che somiglia tanto alla mia”.Gli incontri, aggiunge Vasilescu, “spessissimo sono completamente spontanei. Mi trovo a chiedere: ‘A qualcuno va un prosecco?’ e quindi prendiamo bicchieri e bottiglie e ci spostiamo nelle aree comuni, dove possiamo bere e chiacchierare. Organizziamo anche barbecue e aperitivi serali in giardino, invitando le altre famiglie”.

“Per me è un sogno, non lo cambierei mai”, sintetizza Aurora Collado. “C’è sempre un motivo per organizzare una festa o altro: serate cinema, o pigiama party. Non c’è bisogno di prendere l’auto o di spostarsi: le persone semplicemente bussano alla porta o si spostano da una casa all’altra”.
“Nel borgo c’è un senso di comunità davvero forte”, racconta Chandra Alley. “Non so neanche come descriverlo a parole: è un bel modo di trascorrere il tempo in amicizia, si incontra qualcuno e si sente subito risuonare in varie lingue: Buongiorno, ciao, Hi, How are you? Ci si ferma, si inizia a chiacchierare e tutto questo crea una sensazione di comfort, di vicinanza, di casa”. Una serie di vantaggi impagabili. “Mio marito lavora a Malpensa e per lui vivere a Borgo di Vione è un po’ faticoso, ma non cambierebbe per nulla al mondo. Quello che questo posto ha dato alla nostra famiglia vale ogni minuto di viaggio. Per noi è perfetto”.