
“È stato amore a prima vista”, racconta Cinzia Barbieri. “Avevamo intenzione di trasferirci nel centro di Milano, ma poi siamo venuti qua e abbiamo visto il verde: noi abbiamo due bambine, quindi è bastato uno sguardo e la nostra scelta è caduta sul borgo. Vivere a Vione è come vivere sempre in vacanza: sapere che i bimbi possono giocare fuori, da soli, all’interno del borgo, e protetti: per me è un grande vantaggio”. C’è poi il forte senso di comunità: “Ci si dà una mano a vicenda, tutti insieme. Appena mi sono trasferita una delle mie vicine si è presentata, ha visto che avevo il pancione perché ero incinta di sette mesi e mi ha preparato la cena senza che io le chiedessi niente. E altri vicini si sono offerti di aiutarmi col trasloco”. Un’esperienza simile a quella di Luca Roncoroni. “In tutti i precedenti traslochi non avevo mai avuto un’accoglienza, mentre quando sono arrivato a Borgo di Vione mi ha accolto quasi tutto il vicinato! L’unico rimpianto che ho è di non avere scoperto prima questo posto. A due passi da Milano è incredibile che esistano ancora rapporti umani di questo tipo, eppure qui ci si parla, c’è condivisione. Sembra un’altra realtà, un altro mondo e questo mi ha sorpreso profondamente: non me lo sarei mai aspettato”.
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